Calore solare: aprire nuovi settori di mercato – valorizzare i potenziali

8. novembre 2017

Con l’energia del sole è possibile produrre non solamente elettricità ma pure calore. Malgrado il solare termico sia particolarmente adatto a sostituire le energie fossili e quindi a dare un contributo contro gli sconvolgimenti climatici, oggi fa registrare un interesse minore rispetto alla produzione di corrente con il fotovoltaico. Durante il simposio è stato evidenziato come si potrebbe coinvolgere nuovi settori di mercato particolarmente promettenti per il solare termico.

La metà del nostro consumo di energia e il 40% delle emissioni di CO2 sono dovuti ai fabbisogni di calore. Per rispettare gli impegni legati alla sottoscrizione del protocollo di Parigi, la Svizzera deve pertanto ridurre in modo drastico il consumo di olio e di gas per il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria e il calore di processo. Ciò è possibile da un lato riducendo il fabbisogno di calore attraverso il risanamento energetico del parco immobiliare, da un lato attraverso il passaggio a sistemi che utilizzano energie rinnovabili. Con l’energia solare è possibile coprire una parte rilevante del restante fabbisogno di calore.

Nel corso del 6° Simposio svizzero sul solare termico, organizzato da Swissolar, suissetec e SvizzeraEnergia presso l’EMPA a Dübendorf, uno dei temi principali ha riguardato la possibilità di aprire nuovi mercati per l’uso del calore solare. Finora i collettori solari termici venivano installati soprattutto su case monofamigliari: Adrian Kottman (BE Netz AG) ha illustrato come questa applicazione non sia per niente un modello superato. Ma nel contempo ha evidenziato come i collettori solari termici siano particolarmente idonei a produrre l’acqua calda sanitaria negli edifici plurifamigliari. Gerd Klemp della Halter Immobilien ha fornito ai presenti utili consigli pratici per attivare questo potenziale.

Negli ultimi anni, in tutte le categorie di edifici, per la produzione di calore a dominare sono soprattutto le pompe di calore, spesso in combinazione con sonde geotermiche. Gli specialisti del settore avvertono tuttavia che la loro crescente diffusione e aumento della densità di installazione possono rapidamente condurre ad un raffreddamento locale del terreno e di conseguenza ad un aumento del consumo elettrico per la pompa di calore. Per ovviare a questo problema, la combinazione con collettori solari termici per la rigenerazione estiva delle sonde geotermiche è senz’altro una soluzione ideale. A questo proposito è stato presentato un progetto pilota realizzato in bassa Engadina. Nell’ambito di un progetto di ricerca della scuola universitaria professionale di Rapperswil si sta valutando in che modo sia possibile usare il calore solare a livello industriale. Un’applicazione già più volte adottata in altri Paesi, come ad esempio nella più grande birreria austriaca, come mostrato da Christoph Brunner dell’istituto AAE di Gleisdorf.

Un’altra applicazione praticamente sconosciuta in Svizzera riguarda il supporto del solare termico in reti di teleriscaldamento. La situazione è differente in altri Paesi, ad esempio in Germania, dove sono stati sviluppati dei collettori solari specifici per questa applicazione, come spiegato da Stephan Fitelmann della ditta KBB Berlin. Un settore dove invece la Svizzera ha un ruolo di pioniere è quello dei collettori solari termici applicati nelle facciate degli edifici. Un esempio concreto in tal senso è stato illustrato dall’architetto Beat Kämpfen, sulla base di un edificio energeticamente scadente trasformato in un bell’edificio a energia positiva (ossia con una produzione netta di energia solare superiore al fabbisogno).

Per valorizzare il potenziale di calore solare sono necessarie condizioni quadro favorevoli a livello di politica energetica. In questo ambito il ruolo principale è quello dei Cantoni, che in Svizzera detengono la competenza a livello di fabbisogno energetico negli edifici. Hansruedi Kunz, responsabile del Servizio energia del Canton Zurigo, ha mostrato in che modo l’accettazione della strategia energetica della Confederazione e la sua implementazione a livello di Cantoni contribuirà in modo coordinato a ridurre i consumi e le emissioni di CO2. Su questo tema è stata presentata pure la strategia a livello europeo: con il suo “Clean Energy Package”, l’UE intende tra le altre cose promuovere il solare termico, come spiegato da un rappresentante di Solar Heat Europe, la federazione europea del solare termico.

Attraverso la sua relazione di chiusura del simposio, il presidente di Swissolar nonché Consigliere nazionale Roger Nordmann si è dimostrato fiducioso che con il sì del popolo alla Strategia energetica 2050 è stata gettata la base verso un approvvigionamento energetico della Svizzera completamente basato sulle energie rinnovabili. Tuttavia, un’altra sfida si prospetta all’orizzonte: “Con la prevista revisione totale della legge sul CO2, la Svizzera deve assumersi la propria responsabilità nella lotta ai cambiamenti climatici e alle catastrofi che ne derivano. Ma nel contempo, e in particolare nel campo degli edifici, la Svizzera è predestinata ad assumere un ruolo di leader!”

Le presentazioni del Simposio svizzero sul solare termico sono scaricabili (solo in tedesco e alcune in francese) da www.swissolar.ch/sw2017 .

Twitter: #SWT17 

 

Ulteriori informazioni

Consigliere nazionale Roger Nordmann, Presidente Swissolar, roger.nordmann@parl.ch 

David Stickelberger, Direttore Swissolar / Responsabile comunicazione , stickelberger@swissolar.ch